Centro San Domenico
Piazza San Domenico 12
40124 BOLOGNA
tel. 051 581718
Bologna, 14 marzo 2025
Agli amici degli
Incontri Interdisciplinari
Carissimi,
Ci rivedremo lunedì 24 marzo, alle ore 21, presso il Convento San Domenico, che ci ospiterà nella sua “sala del fuoco”, cui si accede da Via San Domenico 1.
Proseguiremo il dibattito della volta scorsa, animata dal prof. Francesco Longo sul tema “La visione contemporanea dell’Universo. L’universo violento”. Una sua proposta davvero affascinante è stata di affrontare nel prossimo incontro il tema:
come cerchiamo i pianeti capaci di vita?
Nei due incontri successivi affronteremo l’argomento della possibilità di vita fuori del nostro pianeta e poi della possibilità di una vita intelligente.
Animerà l’incontro il prof. Francesco Longo, che ringraziamo a nome di tutti.
C’è la possibilità di partecipare on-line tramite Jitsi-Meet. Per partecipare on-line, è indispensabile avvisare qualche giorno prima padre Sergio Parenti.
In attesa di incontrarci, un cordiale saluto a tutti.
fra Giovanni Bertuzzi O.P. fra Sergio Parenti O.P.
Breve resoconto dell’Incontro Interdisciplinare del 24 marzo 2025
a cura di fra Sergio Parenti O.P.
LONGO - L’altra volta abbiamo parlato dell’astrofisica, ed una delle sue prospettive più interessanti è l’astrobiologia: la ricerca di vita al di fuori del sistema solare. Anzitutto stiamo cercando di capire a quali condizioni si è potuta sviluppare la vita.
Non è facile vivere nello spazio: lo abbiamo visto la volta scorsa.
Viviamo su un pianeta “roccioso”, “protetti” da pianeti gassosi “esterni”, Giove e Saturno, che attraggono le meteoriti, attorno a una stella singola (doppia non andrebbe bene perché il sistema gravitazionale non sarebbe abbastanza stabile): una stella qualsiasi, ma una stella “vecchia” (cioè non troppo brillante, a metà circa della sua vita di 10 miliardi di anni). Siamo abbastanza vicini alla nostra stella in modo da poter avere acqua liquida ed in modo che il nostro pianeta sia abbastanza denso da poter avere un’atmosfera.
La
vita sul nostro pianeta si è sviluppata. Guardando la grandezza del
cielo stellato pare altamente improbabile che non ci siano altri
pianeti con forme di vita.
Quali sono le ricerche scientifiche che stiamo facendo per cercare pianeti extrasolari e se ci sia vita?
La nostra Galassia, la Via Lattea, comprende decine di miliardi di stelle e la nostra è una stella come tante.
Dai tempi di Galileo con il cannocchiale - qui c’è il suo quaderno - si osservano i moti di corpi celesti (i “pianeti Medicei”, satelliti di Giove), e a fine ‘600 Isaac Newton pubblica la legge di gravitazione universale.
Poco alla volta abbiamo scoperto che le galassie sono tantissime. Il James Webb telescope ci mostra un’immagine:
Ma il telescopio Euclid sta esplorando l’evoluzione dell’universo ancora più a fondo.
Da una parte noi non siamo in una parte privilegiata dell’universo. Dall’altra, in quanto osservatori, siamo in una posizione privilegiata. Il principio antropico debole dice che: “dobbiamo tenere presente il fatto che la nostra posizione [nello spazio e nel tempo] è necessariamente privilegiata, in quanto compatibile con la nostra esistenza di osservatori."
Il principio antropico forte dice: "l'universo (e di conseguenza i parametri fondamentali che lo caratterizzano) dev'essere tale da permettere la creazione di osservatori all'interno di esso ad un dato stadio [della sua esistenza]."
Nella ricerca dei pianeti extrasolari si fa riferimento a questi principi, anche se la questione è più filosofica che scientifica. Resta comunque altamente improbabile che solo da noi ci sia la vita.
Noi giriamo attorno ad una stella, vicini ma non troppo, in modo da permettere la presenza di acqua liquida, protetti dai pianeti gassosi giganti dalla caduta dei meteoriti. La Luna è il posto più lontano dove l’uomo sia arrivato (20.07.1969). Oltre (su Marte ad esempio) abbiamo mandato dei robot o delle sonde. La sonda New Horizons (2006) ha raggiunto il pianeta nano Plutone, ma già la sonda Voyager (1977) ha oltrepassato i confini del sistema solare (ma ci ha messo 40 anni a percorrere 19 miliardi di km.! La luce ci mette 17 ore !) recando un messaggio per eventuali extraterrestri.
Il contatto conviene cercarlo con un messaggio elettromagnetico: Arecibo lancia un messaggio nello spazio con questo scopo.
Il
messaggio di Arecibo:
Noi cerchiamo pianeti in situazioni simili alla nostra. Ci sono stelle molto più grandi e luminose del Sole e molto più calde (come le giganti blu) o molto più fredde, come le giganti rosse. La Terra si trova alla distanza giusta. Se la stella fosse due volte più luminosa, dovremmo stare ad una distanza come quella di Giove. Qui potrebbe esserci vita non su Giove, pianeta gigante gassoso, ma su uno dei suoi satelliti, come ad esempio Europa.
Dove nascono le stelle? Nascono da generazioni precedenti di stelle.
La nebulosa è fatta da stelle esplose. Una stella come il Sole vive una decina di miliardi di anni ed ha il tempo per sviluppare la vita. Una stella grande vive molto di meno. Una stella piccola potrebbe sviluppare la vita, ma i sistemi planetari, più vicini alla stella, sarebbero più difficili da scoprire.
A quale distanza sono le stelle?
• La stella più vicina – Proxima Centauri = 4,2 anni luce
• Il centro della Galassia = 8000 parsec (1 parsec = 3,26 anni luce)
• Le Galassie vicine = 158.200 anni luce
• Le Galassie vicine = 48.500 pc
• La Galassia di Andromeda = 2,54 milioni di al
• La Galassia di Andromeda = 78 kpc
Se andiamo alla ricerca della vita, la più vicina è su Europa, uno dei satelliti di Giove. Le immagini ci mostrano delle spaccature che potrebbero essere di ghiaccio su un mare.
Perché su un mare? Perché sul pianetino vicino sembra esserci un’attività vulcanica.
Se c’è calore, potrebbe esserci acqua liquida sotto al ghiaccio.
Si pensa quindi di poter mandare una sonda che possa trivellare il ghiaccio cercando acqua sottostante.
Quando invece cerchiamo pianeti extrasolari dobbiamo usare le eclissi: quando il pianeta passa davanti alla stella, ed è grande abbastanza, ne oscura un poco la luce, a seconda della distanza da essa. In questo modo abbiamo trovato molti pianetini.
Nello studio della nostra galassia stiamo misurando il tasso di formazione di stelle per ogni anno di vita della galassia e quante possiedano pianeti. Più difficile è capire quali pianeti possano ospitare la vita. Cerchiamo, ad esempio, la presenza di gas che potrebbero originarsi solo da fenomeni come la fotosintesi. La missione Rosetta (2004) ha mostrato la presenza di molecole biologiche sulle comete, ma questo sposta solamente il problema e non risolve la domanda sull’origine della vita. Inoltre potrebbe trattarsi di molecole complesse facilmente assemblabili. Sulla stazione spaziale si fanno esperimenti esponendo organismi monocellulari. Anche sulla Terra andiamo a cercare la presenza di vita in zone estreme. Per ora conosciamo la vita solo sul nostro pianeta e dobbiamo preoccuparci che la nostra civiltà avanzata non la distrugga troppo presto.
CASADIO - Una volta cercavamo l’acqua. Oggi sappiamo che ce ne è tantissima nell’universo. Noi mettiamo in relazione acqua e vita. Resta il problema di che cosa sia la vita. E resta il fatto che fino ad ora nessuno si è fatto vivo a cercare noi, a meno che noi non ce ne siamo accorti. Una volta non c’era l’insegnamento di astrobiologia.
LONGO - Questo tipo di ricerca stimola moltissimo la nostra curiosità, molto più, ad esempio, della ricerca sui “buchi neri”, perché mette insieme astronomia e biologia. Oggi questa ricerca prevale persino su quella di eventuali altre civiltà, per quanto il programma SETI [Search for Extra-Terrestrial Intelligence] sia ancora attivo.
JULVE - Abbiamo strumenti di osservazione e abbiamo trovato pianeti extrasolari. Ma cosa cerchiamo per trovare una presenza di vita? Il pianeta deve essere nella fascia di abitabilità, possiamo vedere se c’è acqua liquida, se ci sono molecole biologiche, … Un messaggio intelligente sarebbe tutto. Ma in mancanza di questo si può dire che l’ossigeno libero sarebbe segno non equivoco di vita, in quanto prodotto dalla fotosintesi ?
LONGO - La biochimica non è il mio campo di ricerca. So che cercano tracce di questo tipo. Ma occorre cercare la vita anche come era in ere precedenti alle nostre.
PARENTI - Ho sentito dire che la vita iniziale non era a base di ossigeno, che anzi era un veleno per quelle forme di vita. Quando la Terra era una palla di ghiaccio, sotto al quale c’era acqua liquida perché il ghiaccio galleggia ed isola termicamente, le prime forme di vita avevano un metabolismo diverso: forme che tutt’ora esistono nel fondo degli oceani. Furono queste forme di vita ad adattarsi e poi a produrre l'ossigeno.
LONGO - Capire come si sia sviluppata la vita sulla Terra ci aiuta.
GRASSI - Ci furono esperimenti per ottenere, grazie a scariche elettriche, molecole più complesse simili agli amminoacidi. Oparin e poi Miller e Urey fecero ricerche, poi confermate anche dalla presenza di amminoacidi nelle comete.
BERTUZZI - Nei racconti fantascientifici, quando si parla di extraterrestri che vengono a portarci le loro conoscenze sulla vita, in realtà stiamo proiettando il nostro desiderio di renderci padroni della vita.
LONGO - Oggettivamente è molto più scientifico cercare se ci sia vita su altri pianeti.
PARENTI - Terrei del tutto distinto il problema di una vita intelligente da quello puramente biologico.
LONGO - Sono d’accordo. La domanda sulla vita intelligente va oltre i limiti della ricerca puramente biologica.
CASADIO - Sono d’accordo anch’io. Le molecole organiche scoperte nell’universo, con la spettrofotometria, sono una vera banca dati. Quando Crick parlò di panspermia non fu preso sul serio: oggi sappiamo che l'universo è denso di materiale organico.
NUCCI - Avrei una domanda ulteriore: fino a che punto il concetto di vita intelligente può essere sovrapposto al concetto di vita autocosciente? Oggi parliamo di intelligenza artificiale, ma siamo per lo più restii ad ammettere, in ChatGPT, una forma di autocoscienza. Siamo al confine con la filosofia.
PARENTI - Nei convegni “Scienza e metafisica” siamo arrivati ad un documento, con il convegno del 2023, su questi problemi.